foto di gruppo con scostumi di scena della compagnia scientfico teatrale Teatroscienza

Teatroscienza: e se la bellezza fosse una domanda, non una risposta?

A cura di Rachele Bini

 

A IBL 2026 arriva “Corpi di Plastica”, la conferenza-spettacolo di Teatroscienza. Un viaggio tra scienza, teatro, danza e musica per interrogarsi sul corpo, sulla trasformazione e sul nostro bisogno, sempre attuale, di definire cosa sia bello.

Parliamo di bellezza continuamente: la inseguiamo, la fotografiamo, la misuriamo, la trasformiamo. Ma raramente ci fermiamo a chiederci perché.

Perché vogliamo cambiare il nostro corpo? Perché facciamo così fatica ad accettarlo? E perché, per modificare ciò che vediamo allo specchio, siamo spesso disposti a passare proprio attraverso una ferita?

È da queste domande che parte “Corpi di Plastica”, lo spettacolo che Teatroscienza porterà domenica 11 ottobre sul palco di Innovation Beauty Lab. Novanta minuti dedicati al corpo e alla bellezza, ma soprattutto al rapporto complesso, contraddittorio e profondamente umano che abbiamo con entrambi.

Una scelta tutt’altro che casuale per IBL: perché parlare di bellezza significa anche avere il coraggio di guardare oltre la superficie.

 

Tre mondi diversi, una sola storia

Teatroscienza nasce dall’incontro di tre percorsi apparentemente lontanissimi. Da una parte c’è Alex Gezzi, medico e dermatologo, docente universitario e divulgatore, che ha scelto di portare la scienza fuori dai suoi luoghi abituali e di incontrare il teatro. Accanto a lui Elena Pavoni, ballerina e performer, laureata in Lettere Antiche. E poi Eugenio Squarcia, scrittore e artista concettuale, musicista e sperimentatore.

È dall’incrocio di questi tre linguaggi che nasce Teatroscienza: un progetto che mette insieme parola, musica, danza, poesia e silenzio, senza rinunciare al rigore scientifico ma scegliendo di raccontarlo attraverso l’emozione e la narrazione.

Non una lezione trasformata in spettacolo, ma qualcosa di più curioso: uno spettacolo che usa la cultura per fare domande.

 

Il corpo come teatro

“Corpi di Plastica” parte da una constatazione quasi brutale: il corpo è diventato un luogo sul quale interveniamo continuamente. Per correggerlo. Per modificarlo. Per avvicinarlo a un modello. Per sentirlo più nostro.

La chirurgia estetica diventa così la lente attraverso cui osservare una trasformazione che riguarda molto più della superficie. Lo spettacolo attraversa immagini e riferimenti che vanno dalla Barbie a Hollywood, dal turismo estetico alla riflessione filosofica, mettendo in discussione il significato stesso di quella parola che sembra semplicissima e invece non lo è affatto: bellezza.

E la domanda diventa inevitabile: quella ferita che scegliamo per cambiare il corpo è un gesto di violenza o può essere anche un atto di libertà? Teatroscienza non sembra interessata a dare una risposta definitiva. Ed è proprio questo il punto.

 

Innovare significa anche cambiare prospettiva

Dentro un evento dedicato all’innovazione nel beauty, uno spettacolo teatrale potrebbe sembrare, a prima vista, un corpo estraneo. In realtà è quasi il contrario.

Perché se IBL vuole interrogarsi sul futuro della bellezza, non può limitarsi a parlare di strumenti, tecnologie e tecniche. Deve anche chiedersi come cambia il nostro modo di guardare la persona.

Il teatro offre esattamente questa possibilità: rallentare il ritmo, sospendere per un momento la logica del risultato e lasciare spazio all’interpretazione. Teatroscienza, del resto, nasce proprio sulla soglia tra linguaggi diversi. La compagnia definisce il proprio lavoro come un progetto capace di stabilire connessioni tra mondi apparentemente lontani, costruendo storie dentro altre storie e lasciando emergere suggestioni impreviste.

È una filosofia che dialoga perfettamente con il nome stesso di Innovation Beauty Lab. Perché innovare, a volte significa guardare qualcosa di molto antico come il corpo e il desiderio di bellezza, con occhi nuovi.

 

Quando la scienza incontra l’emozione

È qui che entra in gioco anche il particolare linguaggio di Teatroscienza. La scienza non viene semplificata fino a diventare innocua. L’arte, allo stesso tempo, non diventa un semplice espediente estetico. Le due dimensioni convivono e si contaminano.

Il risultato è quello che la compagnia definisce un teatro di narrazione “funambolico e tumultuoso”, nel quale il racconto può passare dalla parola al movimento, dalla musica al silenzio, mantenendo però il rigore scientifico.  E così una dermatologia può diventare una storia. Una riflessione sul corpo può trasformarsi in danza. Una domanda sulla bellezza può diventare musica.

 

La bellezza non finisce allo specchio

Forse è proprio questa la ragione per cui Teatroscienza trova posto a IBL.

Perché il beauty professionale lavora ogni giorno sul corpo, sull’immagine, sulla percezione che le persone hanno di sé. Ma dietro ogni trattamento esiste una persona con una storia, un desiderio, un’idea di sé e, spesso, anche un rapporto complicato con la propria immagine.

“Corpi di Plastica” porta questo tema al centro della scena e invita il pubblico a guardare la bellezza non come una risposta già confezionata, ma come un territorio aperto, mobile, persino contraddittorio.

E forse è proprio qui che sta il senso più profondo dell’innovazione. Nella capacità di continuare a farci domande su perché vogliamo cambiarlo.

Domenica 11 ottobre, a Innovation Beauty Lab, la bellezza salirà sul palco. E potrebbe farci scoprire che la domanda più interessante non è “che cosa è bello?”, ma “che cosa ci spinge a cercarlo?”.

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