L’acne tra adolescenti e giovani adulti cresce del 14% dal 1990. Cause, impatto emotivo e 10 errori più comuni da evitare secondo dermatologi e psicologi.
a cura di Rachele Bini
Per milioni di adolescenti e giovani adulti nel mondo, l’acne non è solo una questione di pelle: è una condizione che accompagna la crescita, spesso in silenzio, lasciando segni che vanno oltre l’apparenza.
Secondo il Global Burden of Disease Study, ripreso dal British Journal of Dermatology, la prevalenza globale dei casi tra i 10 e i 24 anni è aumentata del +14% dal 1990, passando da 8.563 a 9.790 casi ogni 100.000 abitanti. La fascia più colpita è quella tra 10–14 anni, seguita da quella 15–19. Le ragazze risultano colpite circa il 25% in più rispetto ai coetanei maschi.
Le differenze geografiche sono evidenti: valori più alti in America Latina (23,9%), Asia Orientale (20,2%), Africa (18,5%) e Medio Oriente (16,1%), più bassi in Europa (9,7%) e Australia (10,8%). Nei Paesi a medio-basso sviluppo, l’acne emerge come problema crescente, complici urbanizzazione e limitata accessibilità a cure dermatologiche efficaci.
Acne e impatto emotivo
«Quando pensiamo all’acne, spesso la liquidiamo come una semplice imperfezione estetica. Tuttavia, per milioni di adolescenti e giovani adulti, questa condizione cronica si trasforma in un vero e proprio peso emotivo che modella profondamente l’immagine di sé e le relazioni sociali – afferma la dottoressa Alessia Pellegrino, psicologa -. Nel mio lavoro come psicologa, ho ascoltato innumerevoli testimonianze di ragazzi e ragazze che descrivono come l’acne sia diventata un ostacolo quotidiano. Il disagio si manifesta attraverso sentimenti di imbarazzo, vergogna e insicurezza, spingendo molti al ritiro sociale e alla fatica nel partecipare pienamente alle attività con i coetanei. Non si tratta di debolezza: la scienza conferma che l’acne incide significativamente sull’autostima, portando ad ansia e, in certi casi, a sintomi depressivi. È la percezione della condizione (e la sua persistenza) a fare la vera differenza emotiva. Per questo – prosegue Pellegrino – è oggi cruciale adottare un approccio terapeutico multidisciplinare».
Trattamenti innovativi e approccio tecnologico
Un fenomeno quello dell’acne, dunque, globale e molto complesso con forti implicazioni sociali.
«L’acne è una condizione che va affrontata con attenzione, perché incide non solo sull’aspetto fisico, ma anche sul benessere emotivo e sulla qualità della vita – spiega la Dott.ssa Benedetta Salsi, dermatologa –. Oggi abbiamo a disposizione strumenti sempre più evoluti, come i laser di ultima generazione che permettono trattamenti mirati e personalizzati per ogni tipo di persona e pelle. Ma prima di tutto, nel trattamento della patologia è fondamentale evitare alcuni errori tra i più comuni, che sono spesso frutto di disinformazione o di tentativi di cura improvvisati e/o suggeriti dal mondo dei social, che possono aggravare la situazione anziché migliorarla».
Negli ultimi anni, la ricerca dermatologica ha compiuto passi da gigante: una delle innovazioni più significative arriva dall’Italia: Accure, sistema laser di ultima generazione sviluppato da Quanta System, leader nelle tecnologie laser per medicina ed estetica:
Basato sulle intuizioni del Dr. Rox Anderson (Harvard), Dr. Fernando Sakamoto e Dr. Emil Tanghetti
Lunghezza d’onda esclusiva di 1.726 nm per colpire selettivamente le ghiandole sebacee
Riduzione della produzione di sebo, intervenendo direttamente sulla causa principale dell’acne.
Routine corretta e gestione consapevole dell'acne
- Ma anche le tecnologie più avanzate possono fare poco se non si parte da una corretta routine e da una gestione consapevole del problema.
Gli errori più comuni nel trattamento dell’acne includono:
- il lavaggio eccessivo del viso,
- l’uso di prodotti aggressivi che rimuovono gli oli naturali
- lo schiacciamento dei brufoli che può portare alla formazione di cicatrici
- una routine di cura della pelle incoerenti;
- l’applicazione di una quantità eccessiva di prodotto.
Nel trattamento dell’acne è essenziale dare priorità a routine di cura della pelle delicate, un’applicazione mirata di trattamenti localizzati e l’uso costante di creme idratanti non comedogeniche.
I 10 errori più comuni nel trattamento dell'acne
La Dott.ssa Benedetta Salsi, dermatologa, ha individuato quelli che sono i 10 errori più comuni nel trattamento dell’acne:
1. Adottare lo stesso trattamento per tutti: poiché i diversi tipi di acne richiedono trattamenti diversi, occorre personalizzare il trattamento per ogni paziente e non utilizzare un approccio di cura standard.
2. Ignorare i fattori ormonali: soprattutto nelle donne, squilibri o variazioni ormonali possono influenzare l’andamento della patologia.
3. Affidarsi a rimedi casuali o “popolari”: la mancanza di conoscenza delle terapie di cura più efficaci e/o il mancato affidamento a professionisti clinici certificati porta spesso a risultati scarsi o temporanei.
4. Monoterapia antibiotica topica: un errore comune che può favorire lo sviluppo delle resistenze agli antibiotici.
5. Non utilizzare le terapie combinate: la sinergia tra diversi approcci (topici, farmacologici e tecnologici) è la chiave per il successo nel trattamento dell’acne.
6. Non considerare l’uso di creme idratanti come trattamento aggiuntivo: una pelle disidratata reagisce peggio ai trattamenti e fatica a recuperare.
7. Abusare degli antibiotici: l’acne è una patologia infiammatoria complessa, non è una patologia infettiva tradizionale e occorre ridurre l’utilizzo degli antibiotici.
8. Evitare di rivolgersi al dermatologo: nei casi più resistenti o ricorrenti, l’intervento specialistico è fondamentale per evitare l’insorgere delle cicatrici e lo sviluppo di disagi psicologici.
9. No alla ceretta: sottoporsi a procedure di epilazione con ceretta e di resurfacing cutaneo durante la terapia con isotretinoina può far aumentare il rischio di insorgenza delle cicatrici.
10. Esposizione solare: non evitare l’esposizione inutile al sole e non usare creme solari quando si utilizzano farmaci topici contro l’acne.
Tirando le somme: prendersi cura della pelle significa prendersi cura di sé
L’acne non è solo un problema estetico e nella mia modesta opinione non lo è mai stato: è un fenomeno globale che tocca la sfera fisica, emotiva e sociale dei giovani.
I dati mostrano un aumento costante dei casi, mentre stress, social media, alimentazione e cambiamenti ambientali contribuiscono a renderla sempre più diffusa.
Affrontare l’acne in modo efficace significa combinare tecnologie avanzate con routine di cura della pelle personalizzate e con un approccio multidisciplinare che includa il benessere psicologico.
Evitare gli errori più comuni, affidarsi a professionisti qualificati e conoscere le caratteristiche individuali della propria pelle sono passaggi fondamentali per prevenire cicatrici, ridurre il disagio emotivo e recuperare fiducia in sé stessi.
In sintesi, trattare correttamente l’acne vuol dire prendersi cura della propria pelle, della propria autostima e della qualità della vita, trasformando un problema comune in un percorso di salute e benessere consapevole.
Giornalista & redattrice, la scrittura è il suo pane quotidiano.
Lettrice compulsiva, trasforma persino le etichette degli shampoo in letture avvincenti… perché, a volte, le parole nascondono più di quanto sembri!
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