in foto,in primo piano un'estetista che partecipa a delle fiere di settore.

Cosa cercano davvero i professionisti della bellezza nelle fiere?

a cura di Katia Anna Calabrò

Tra IA, social e sovraesposizione digitale, le manifestazioni diventano hub strategici per brand, operatori e professionisti. Non basta più “esserci”. Bisogna avere un motivo per restare.

Una volta bastava uno stand ben allestito e un dépliant accattivante per attrarre l’interesse. Oggi, nel pieno dell’era digitale, i professionisti del beauty e del benessere hanno accesso 24/7 a novità, prodotti, tutorial, corsi e opinion leader… tutti a portata di click.

E allora perché le manifestazioni fieristiche e congressuali continuano a funzionare? Perché – quando progettate con visione – diventano ciò che il digitale non può essere: esperienze vive, relazioni vere, innovazione tangibile.

I numeri parlano chiaro: le fiere sono ancora strategiche

Professional Beauty London 2024

  • Oltre 33.500 visitatori professionali in soli due giorni
  • Evento integrato con Salon International e Spa & Wellness Conference
  • Ampio spazio a masterclass, premi di settore e aree demo
  • Forte attenzione su estetica avanzata, tecnologie e imprenditoria al femminile
    (Fonte: Professional Beauty Group, 2024)

Beauty İstanbul 2024

  • 16.633 visitatori professionali da 167 Paesi
  • 1.162 espositori da 67 nazioni
  • Riconosciuta tra le Top 5 fiere beauty al mondo per internazionalità e diversità di settori coinvolti (dai cosmetici al packaging, dalla dermocosmesi alla spa)
    (Fonte: Estetica Export / Beauty Istanbul Report 2024)

IECSC Las Vegas 2024 (International Esthetics, Cosmetics & Spa Conference)

  • 25.000+ professionisti dell’estetica
  • 600+ espositori
  • 150 sessioni di formazione accreditata
  • 87% dei partecipanti afferma che l’evento ha “un impatto diretto sul proprio business”
    (Fonte: Questex Beauty, report previsionale 2024)

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Cosa cercano oggi i professionisti del settore?

– Toccare. Testare. Provare.
La fiera è il contrario dell’algoritmo. È il luogo dove le formule non si leggono: si testano. Dove le texture non si promettono: si toccano. Dove le tecnologie non si spiegano: si sperimentano.

– Apprendere in modo professionale.
Formazione accreditata, workshop hands-on, talk ibridi. Il 72% dei partecipanti a eventi fieristici nel 2024 ha dichiarato che la formazione è il primo driver di scelta.

– Fare community, non solo networking.
Non è solo “chi conosco”, ma “con chi mi sento rappresentatə”. Le manifestazioni che funzionano parlano un linguaggio inclusivo, costruiscono identità, mettono in scena il settore come un ecosistema in movimento.

– Capire prima di comprare.
La fase di pre-acquisto si è allungata: oggi il professionista o l’azienda vuole capire visione, valori, posizionamento, prima ancora di valutare il listino. Le fiere sono occasioni di brand positioning – non solo di vendita diretta.

– Creare contenuti.
Il 58% dei professionisti intervistati da CEW nel 2023 ha dichiarato di partecipare agli eventi anche per alimentare i propri canali social: i set fieristici sono lo sfondo ideale per storytelling, backstage, dirette e micro-format.

Perché le fiere funzionano ancora?

Perché rappresentano un raro spazio di filtro e qualità in un mondo saturo di informazioni contraddittorie.

Sono piattaforme ibride, dove prodotto, visione e storytelling si incontrano fisicamente – e da lì ripartono, amplificati, sui social e nei contenuti digitali.

Oggi, chi lavora nel beauty e nel benessere cerca:

  • verità, in un mercato confuso,
  • visione, in un’industria che cambia,
  • valore umano, in un mondo iperconnesso ma spesso impersonale.

Le fiere che lo capiscono, lo progettano e lo comunicano diventano acceleratori di crescita autentica: per i professionisti, per i brand e per tutto il settore.

Ci vediamo a IBL Innovation Beauty Lab 2025!

 

 

Katia Anna Calabrò, articolista per il blog di Innovation beauty lab

Più di vent’anni d’esperienza in marketing, comunicazione, social media per il beauty & wellness. Ha lavorato con importanti brand di settore. Consulente, speaker, formatrice e autrice. Il suo motto: sono meno noiosa della mia bio!

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